Perché è così utile una tabella sugli additivi alimentari? Gli additivi alimentari, pur essendo regolamentati in modo puntuale a livello europeo, rappresentano ancora una delle aree più critiche nella compilazione dell’elenco ingredienti e nella verifica di conformità delle etichette.
Nella pratica quotidiana, infatti, l’operatore del settore alimentare (OSA) si trova spesso a dover rispondere a domande concrete: quali additivi sono presenti nel prodotto? come devono essere indicati correttamente in etichetta? è sufficiente il codice “E” o va indicata anche la funzione tecnologica? quali aspetti vengono maggiormente verificati in fase di controllo ufficiale?
È in questo contesto che una tabella sugli additivi alimentari diventa uno strumento operativo essenziale; una guida di lettura che consente di orientarsi tra codici, denominazioni e funzioni tecnologiche, riducendo il rischio di errori formali e incoerenze documentali.
Questo articolo spiega come leggere una tabella additivi alimentari e come applicarla correttamente in etichetta.
Cosa sono gli additivi alimentari
Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte intenzionalmente agli alimenti per svolgere una funzione tecnologica specifica durante una o più fasi della produzione, trasformazione, conservazione o distribuzione.
Il riferimento normativo principale è il Regolamento (CE) n. 1333/2008, che disciplina:
- quali additivi sono autorizzati
- in quali categorie di alimenti
- con quali condizioni d’uso e limiti
- come devono essere dichiarati
Dal punto di vista dell’OSA, il tema è eminentemente pratico: se una sostanza rientra nella categoria degli additivi alimentari e rimane presente nel prodotto finito con una funzione tecnologica, la sua presenza deve essere gestita correttamente sia in formulazione sia in etichetta.
È fondamentale distinguere gli additivi da altre sostanze utilizzate in produzione, come gli ingredienti veri e propri, i coadiuvanti tecnologici, gli aromi e gli enzimi.
Questa distinzione influisce direttamente su se e come la sostanza deve comparire nell’elenco ingredienti. Confondere tali categorie è una delle cause più frequenti di etichette non conformi.
Perché usare una tabella degli additivi alimentari in fase di etichettatura
Gli additivi non possono essere gestiti “a memoria” o per consuetudine. La normativa stabilisce in modo preciso autorizzazioni, limiti e modalità di dichiarazione, che variano in funzione del tipo di alimento.
Una tabella additivi alimentari consente di organizzare queste informazioni in modo strutturato, facilitando il controllo di coerenza tra:
- ricetta
- documentazione dei fornitori
- elenco ingredienti
- sistema HACCP
La tabella, dunque, è uno strumento operativo interno: aiuta l’OSA a verificare che ciò che viene dichiarato in etichetta sia coerente con quanto la normativa consente, per quello specifico additivo e per quella specifica categoria di alimento.
Come è strutturata una tabella additivi alimentari efficace
Per essere realmente utile in fase di etichettatura alimenti e controllo, la tabella deve rispondere a esigenze operative precise:
Identificazione univoca dell’additivo
Ogni additivo deve essere identificato in modo chiaro attraverso:
- la denominazione prevista dalla normativa
- il codice E corrispondente
Questa doppia indicazione consente di evitare discrepanze tra nomi commerciali, denominazioni riportate nelle schede tecniche dei fornitori e diciture utilizzate in etichetta.
Funzione tecnologica autorizzata
La funzione tecnologica (ad esempio conservante, antiossidante, emulsionante) è una categoria normativa. La tabella deve riportare esclusivamente le funzioni autorizzate per ciascun additivo, così da consentire una verifica preliminare prima dell’utilizzo in etichetta.
Categorie di alimenti ammesse
Non tutti gli additivi sono utilizzabili in qualsiasi prodotto. Una tabella additivi alimentari efficace deve indicare, in modo sintetico, le categorie di alimenti per cui l’additivo è autorizzato, segnalando eventuali limitazioni. Questo punto serve a prevenire errori frequenti in fase di controllo ufficiale.
Condizioni d’uso e limiti
Per alcuni additivi la normativa prevede:
- limiti quantitativi massimi
- condizioni specifiche di impiego
La tabella deve segnalare quando sono presenti condizioni o limiti che richiedono un approfondimento tecnico prima dell’utilizzo.
Modalità di dichiarazione in etichetta
La tabella degli additivi alimentari indica come l’additivo va dichiarato correttamente in etichetta, secondo le regole previste:
- funzione tecnologica + denominazione
- funzione tecnologica + codice E
- eventuali diciture aggiuntive obbligatorie
In questo modo, la tabella diventa uno strumento di raccordo tra normativa, ricetta ed etichetta, utile per il controllo interno e per la prevenzione delle non conformità.
Esempio di tabella additivi alimentari
La seguente tabella è un esempio operativo interno, utilizzabile come modello di controllo.
Serve a organizzare informazioni già normate e non attribuisce autorizzazioni. Ogni dato deve sempre essere verificato in relazione al prodotto reale, alla categoria alimentare e alla normativa applicabile.
| Additivo | Codice E | Funzione autorizzata | Categoria di alimenti | Dichiarazione corretta in etichetta |
| Acido ascorbico | E300 | Antiossidante | Preparazioni a base di frutta | Antiossidante: acido ascorbico / E300 |
| Lecitina | E322 | Emulsionante | Prodotti da forno | Emulsionante: lecitina / E322 |
| Sorbato di potassio | E202 | Conservante | Alimenti specificamente autorizzati | Conservante: sorbato di potassio / E202 |
Come leggere correttamente la tabella additivi alimentari
Una tabella additivi alimentari è uno strumento di supporto decisionale. Saperla leggere correttamente significa usarla per interpretare la normativa in relazione a una ricetta concreta e a una specifica etichetta, evitando applicazioni meccaniche o semplificate.
Codice E e denominazione estesa
La tabella riporta sia il codice E sia la denominazione normativa dell’additivo. Entrambe le modalità sono ammesse in etichetta, purché corrispondano esattamente alle diciture previste dalla normativa. La funzione della tabella è consentire la verifica della dicitura corretta, non suggerire scelte arbitrarie basate su criteri commerciali o comunicativi.
Funzione tecnologica obbligatoria
Una volta individuata la funzione tecnologica nella tabella, l’OSA deve verificare che:
- la funzione sia autorizzata per quell’additivo
- la funzione dichiarata in etichetta corrisponda al ruolo reale svolto dall’additivo nel prodotto
Dichiarare una funzione non autorizzata o non coerente con l’uso effettivo costituisce una non conformità, anche se l’additivo è ammesso.
Ordine nell’elenco ingredienti
La tabella non stabilisce l’ordine degli ingredienti, ma fornisce le informazioni necessarie per inserirli correttamente. Gli additivi devono comparire nell’elenco ingredienti con:
- funzione tecnologica + denominazione o codice
- rispetto delle regole generali di presentazione previste per l’elenco ingredienti
Additivi presenti in ingredienti composti
Uno degli aspetti più delicati riguarda gli additivi contenuti all’interno di ingredienti composti.
In questi casi, la tabella serve a:
- identificare correttamente l’additivo
- verificare se è autorizzato
- supportare la valutazione tecnica sulla sua dichiarazione in etichetta
La decisione se dichiarare o meno l’additivo non è discrezionale e non può essere presa solo sulla base della tabella. È necessario valutare se l’additivo svolga ancora una funzione tecnologica nel prodotto finito, in coerenza con la normativa.
Supporto professionale per la gestione degli additivi in etichetta
Una tabella, per quanto completa, non basta da sola. La gestione corretta degli additivi, infatti, richiede una verifica tecnica che metta in relazione:
- formulazione
- documentazione dei fornitori
- funzione tecnologica reale
- coerenza con etichetta e HACCP
La vera tutela per l’OSA nasce da una gestione integrata dell’etichettatura, in cui additivi, ingredienti, allergeni e informazioni nutrizionali sono allineati e supportati da un sistema documentale solido.
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